ABROGAZIONE
FINANZIAMENTO AI PARTITI

ABROGAZIONE
DIARIA AI PARLAMENTARI

Cos’hanno fatto i partiti negli ultimi quarant’anni? 

Si sono garantiti risorse economiche provenienti dalle tasche dei cittadini, ignorando la loro volontà. Dopo il referendum del 1993 (quando oltre il 90% degli italiani reclamò l’abrogazione del finanziamento pubblico) i partiti si limitarono, sfacciatamente, a modificare il nome con cui indicare questa cascata di denaro. Così si passò dal “ finanziamento pubblico” ai “rimborsi elettorali”.

 

 

Cosa vogliamo fare attraverso il referendum?

 
Cancellare totalmente, senza se e senza ma, ogni forma di trasferimento di soldi pubblici ai partiti. 


 

 

 

 

 

Una firma per dare precedenza aibisogni dei cittadini rispetto ai vizi della Casta.


Cosa è accaduto fino ad oggi alla Camera e al Senato?

I parlamentari italiani si sono dotati di privilegi che ne fanno tra i più pagati al mondo. Occorre un taglio netto ai loro compensi, a maggior ragione in presenza delle difficoltà economiche che stanno strangolando gli italiani. È paradossale che politici tra i meno produttivi d’Europa restino super-pagati.


Cosa vogliamo fare attraverso i referendum?


Azzerare la cosiddetta “diaria”, che di fatto rappresenta un’integrazione al compenso riconosciuto ai parlamentari: circa 3.500 euro al mese. Cancellare, inoltre, le norme che rendono l’indennità mensile esente da ogni tributo e ne impediscono il sequestro o il pignoramento.

Una firma per scardinare i privilegi della Casta parlamentare.