DI PIETRO RICORDA A VENDOLA ART. 18

ROMA-dicembre 2012- In questi giorni stiamo completando la raccolta delle firme per i referendum sul lavoro, volti ad abrogare le modifiche apportate dal governo Monti all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e per ripristinare i diritti previsti dal contratto nazionale. Raccolta che si è rivelata molto fruttuosa. Nel comitato promotore vi è anche Sel e il suo presidente Nichi Vendola, che fa anche parte della coalizione “Italia. Bene Comune”. Per questo, a seguito delle dichiarazioni del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, il quale afferma di non volere modificare le riforme apportate dal Governo Monti sull’articolo 18, ci aspettiamo che Nichi Vendola richiami ai propri doveri la coalizione su questo delicatissimo tema”. E’ quanto afferma in una nota il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. “Ricordiamo che da quando è stato smantellato l’art. 18 – aggiunge Di Pietro - non vi è stato un solo euro di investimento straniero, né è stato creato un solo posto di lavoro. I mancati investimenti sono dovuti alla dilagante corruzione e alla farraginosa macchina burocratica. Non è un caso che siano ormai migliaia le lettere di licenziamento a seguito delle nuove norme”. “Così come è noto che il pretesto di togliere l’art. 18 a chi ce l’ha per dare più diritti ai giovani si è rivelato un inganno megagalattico verso le nuove generazioni che, al contrario, vedono giorno per giorno aumentare il precariato”, conclude.

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FIRMA ANCHE TU 3 & 4

QUESITO ABROGATIVO DELL'ARTICOLO 8 DEL DECRETO LEGGE 13 AGOSTO 2011, N. 138 CONCERNENTE IL SOSTEGNO ALLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA

QUESITO ABROGATIVO

DI MODIFICHE

ALL'ARTICOLO 18

DELLO STATUTO
DEI
LAVORATORI

I sottoscritti cittadini italiani richiedono referendum popolare abrogativo – ai sensi dell’art. 75 della Costituzione e in applicazione della legge 25 maggio 1970, n. 352, e successive modificazioni e integrazioni – sul seguente quesito:

 

«Volete voi che sia abrogato l'articolo 8 (Sostegno alla contrattazione collettiva di prossimità) del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, titolato "Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo", convertito, con modificazioni, in legge 14 settembre 2011, n. 148, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive?».

I sottoscritti cittadini italiani richiedono referendum popolare abrogativo – ai sensi dell’art. 75 della Costituzione e in applicazione della legge 25 maggio 1970, n. 352, e successive modificazioni e integrazioni – sul seguente quesito:

 

«Volete voi l'abrogazione dell'articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300, titolata "Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento", nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, limitatamente alle seguenti parti:

   
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FIRMA ANCHE TU 1 & 2

ABROGAZIONE
FINANZIAMENTO AI PARTITI

ABROGAZIONE
DIARIA AI PARLAMENTARI

Cos’hanno fatto i partiti negli ultimi quarant’anni? 

Si sono garantiti risorse economiche provenienti dalle tasche dei cittadini, ignorando la loro volontà. Dopo il referendum del 1993 (quando oltre il 90% degli italiani reclamò l’abrogazione del finanziamento pubblico) i partiti si limitarono, sfacciatamente, a modificare il nome con cui indicare questa cascata di denaro. Così si passò dal “ finanziamento pubblico” ai “rimborsi elettorali”.

 

 

Cosa vogliamo fare attraverso il referendum?

 
Cancellare totalmente, senza se e senza ma, ogni forma di trasferimento di soldi pubblici ai partiti. 


 

 

 

 

 

Una firma per dare precedenza aibisogni dei cittadini rispetto ai vizi della Casta.


Cosa è accaduto fino ad oggi alla Camera e al Senato?

I parlamentari italiani si sono dotati di privilegi che ne fanno tra i più pagati al mondo. Occorre un taglio netto ai loro compensi, a maggior ragione in presenza delle difficoltà economiche che stanno strangolando gli italiani. È paradossale che politici tra i meno produttivi d’Europa restino super-pagati.


Cosa vogliamo fare attraverso i referendum?


Azzerare la cosiddetta “diaria”, che di fatto rappresenta un’integrazione al compenso riconosciuto ai parlamentari: circa 3.500 euro al mese. Cancellare, inoltre, le norme che rendono l’indennità mensile esente da ogni tributo e ne impediscono il sequestro o il pignoramento.

Una firma per scardinare i privilegi della Casta parlamentare.

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Santa Teresa: Referendum Idv e raccolta firme

GLORIA MANCA E' LA COORDINATRICE DEI GIOVANI

La Nuova Sardegna 5 dic 2012- Gloria Manca è la nuova coordinatrice del settore giovani Idv Gallura. È stata presentata alla comunità di Santa Teresa dal coordinatore locale Lucio Careddu, in apertura del dibattito al Cenacolo, organizzato dal circolo cittadino. Ha aperto i lavori l'onorevole Giommaria Uggias, nel suo intervento ha spiegato i 4 temi referendari relativi: al ripristino dell'articolo 18 dello statuto dei lavori e dei diritti del contratto nazionale dei lavoratori, l'abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti e della diaria dei parlamentari. In particolare, l'europarlamentare si è soffermato sui costi della politica attualmente troppo alti. Numerose le firme raccolte. All'incontro erano presenti, tra gli altri, anche Salvatore Fadda, coordinatore provinciale di Olbia-Tempio e Maria Pia Zonca, consigliere provinciale. (w. b.)

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