UGGIAS: Quote Latte, Chi ha
SBAGLIATO deve PAGARE
Bruxelles, 12 LUG - ''Il valore della legalità è anche difendere gli interessi della collettività dalla prepotenza di pochi. Le multe devono essere pagate da coloro che le hanno causate o da chi ha promesso ai padani che le multe sarebbero state pagate dallo Stato.'' Lo afferma, in una nota, l'eurodeputato, Giommaria Uggias, commentando la manifestazione indetta oggi dall'European Milk Board (Emb) sulle multe che l'Italia deve pagare per lo sforamento delle quote latte. ''Abbiamo parteggiato per il settore - prosegue Uggias - quando si è trattato di imporre un'etichettatura alla provenienza del latte per salvaguardare l'autenticità del territorio. Inoltre, lo scorso settembre, abbiamo votato a favore di una risoluzione del Parlamento europeo in aiuto al settore, allora all'epicentro di una profonda crisi. Ci siamo sempre battuti affinchè le regole dell'Ue sulle quote latte rispecchiassero la generosità della tradizione italiana nel settore, ma chi ha sbagliato deve pagare. Le proposte della Lega - conclude l'eurodeputato - sono solo un palliativo che ci costerà ancora di più quando la Commissione ci imporrà sanzioni per le multe non pagate''.(ANSA).

Quote latte, Galan all attacco della Lega Nord
Il Piccolo — 13 luglio 2010 pagina 04 sezione: ATTUALITÀ
Roma Lo scontro nel governo sulle quote latte si svolge sotto gli occhi dell’Europa.
Al consiglio dei ministri agricoli dell’Ue, il ministro Galan riceve la raccomandazione del commissario europeo Dacian Ciolos. «Mi aspetto dall’Italia il rispetto delle regole». E Galan coglie l’occasione per attaccare la Lega che difende gli irregolari chiedendo le dimissioni «per chi causa multe e sanzioni». Il primo ”attacco” di Galan arriva appena il ministro ha messo piede al Consiglio Ue. Alla domanda se era pronto a dimettersi ha replicato: «Ma che dimissioni, si dimetterà chi causa multe e sanzioni europee all'Italia», aggiungendo: «Sono qui per dare una sensazione di serietà alla presenza italiana a Bruxelles; mentre là difendono un piccolo manipolo di trasgressori». Passano poche ore e Galan riprende l'offensiva ma prima tiene a sottolineare «la massima fiducia nel ministro Tremonti perchè - dice - non credo che Tremonti abbia voglia di giocarsi la reputazione autorizzando l'inserimento dell'emendamento» sulla posticipazione dei pagamenti delle multe per le quote latte. In Consiglio dei ministri, rivela Galan, «si è stabilito che questa disposizione avrebbe avuto valore solo con il placet dell'Europa». Galan si chiede quindi: «È necessario andare a commettere un'infrazione al Trattato Ue, sapendo di commetterla, per proteggere chi? Per difendere 67 o poco più allevatori non è stato sufficiente far pagare al contribuente italiano 1,7 miliardi di euro che sono quelli che l'Europa si è trattenuta nel periodo tra le campagne 1995-1996 e 2001-2002?». Senza contare, ha aggiunto, «che un'altra infrazione sarà accompagnata da ammende salate. Se fossimo in un periodo dorato, ricchi sfondati.... ma stiamo chiedendo sacrifici a tutti. Il rigore dov'è?». Senza dimenticare, aggiunge, «che c'è un senso di giustizia per il 95% dei produttori di latte italiani che sono in regola». E pensare - continua - «che c'è un parlamentare della Repubblica, si chiama Rainieri (della Lega Nord, ndr) che ha dichiarato di aver venduto le quote di produzione senza smettere di produrre latte». Galan è lontano quindi dall'idea di dare le dimissioni, anzi, ribadisce: «Non mi dimetto, non vado a casa». E alla domanda dei cronisti su cosa gli ha chiesto il presidente del consiglio Berlusconi, risponde: «Mi ha detto di fare quello che ho fatto, evidentemente». La linea di fermezza del ministro piace alle associazioni i cui soci hanno rispettato la legge: «I produttori italiani sono stanchi di essere presi in giro da uno sparuto manipolo di colleghi inadempienti» attacca Fedagri-Confcooperative. Netta contrarietà all’emendamento approvato dalla commissione Bilancio del Senato di rinvio del pagamenti delle multe al 31 dicembre, anche l’associazione Latteitalia mentre Confeuro critica il governo «sotto scacco della Lega Nord» con l’Italia a pagarne le conseguenze. Concetto ribadito dalla Flai-Cgil secondo la quale l’emendamento Azzollini «è un’indecenza e rappresenta l’ennesima frode nei confronti dei cittadini». Il governo ascolti l’Europa e non scivoli nell’illegalità, insiste il presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro. Mentre Galan conferma la fiducia in Tremonti, l’opposizione sferra un duro attacco al governo e alla Lega «che protegge i malfattori» denuncia Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc. Il governo, attacca la senatrice del Pd Colomba Mongiello, «fermi questa vergogna e risparmi all’Italia la mortificazione di un’altra multa da parte della Commissione europea» invece di cercare fondi «per sospendere il pagamento delle multe dei 67 amici di Bossi». Il governo è agli ordini del leader leghista, commenta il parlamentare Pd Antonio Misiani. Non c’è altra strada, spiega l’eurodeputato Idv Giommaria Uggias, che far pagare chi ha sbagliato. Con Galan il parlamentare del Pdl Fabio Gava, secondo il quale l’emendamento significherebbe che il governo è sotto scacco «di alcuni pochi rumorosi».











