Non abbiamo mai votato a favore del Nucelare.
Da qualche tempo nella rete si è scatenata una vera e propria crociata contro gli “untori” europarlamentari che, magari per scarsa attenzione o, peggio, per scarsa convinzione, avrebbero di fatto votato a favore della diffusione e sviluppo dell’Energia Nucleare nel nostro Pianeta.
L’idea che gente come Arlacchi, Berlinguer, Borsellino, Cofferati, De Castro, Demagistris, Domenici, Prodi, Rinaldi, Serracchiani, Toia nonché, più modestamente, il sottoscritto possa essersi distratta o peggio esser complice su un testo di Risoluzione che, secondo i nostri critici della rete, avrebbe “Nuclearizzato Copenaghen”, per qualche misero “cambiamento climatico” è non solo ingiusta, ma fuorviante.
Poco sotto riporto i fatti ed i voti da me compiuti su queste questioni.
Così come si sono svolti.
Invito, però, tutti a leggere attentamente la Risoluzione, fatta di 69 capitoli e che, a detta di tutti gli osservatori mondiali, ha posto l’Europa in una posizione di leader sheep mondiale sul piano ambientale e della riduzione delle emissioni nocive nell’atmosfera.
Convengo che, visti ancora gli scarsi risultati, si sia trattato, per ora, di una vittoria di Pirro.
Ma la guerra ambientale non è finita.
E con essa, la lotta per la riduzione e cancellazione dello sviluppo delle centrali nucleari.
In quella Risoluzione, ritenuta, da tutti gli esponenti progressisti del nostro ed altri gruppi (sopra ho citato solo alcuni dei colleghi che hanno votato a favore), un punto importante di mediazione su aspetti non secondari di rilevanza ambientale, per due volte, nel capitolo 36 si accennava al nucleare.
Questo il testo incriminato: “sottolinea che una transizione internazionale verso un'economia a basse emissioni di carbonio porterà a considerare l'energia nucleare come un elemento importante del mix energetico nel medio termine; precisa tuttavia che la questione della sicurezza del ciclo del combustibile nucleare va affrontata in modo adeguato a livello internazionale al fine di garantire il massimo livello possibile di sicurezza
Come dico poco sotto, io e tanti altri del gruppo Alde e del gruppo S&D ci siamo opposti, votando contro su questi emendamenti che non condividiamo ma che, comunque, alla fine, sono passati a maggioranza.
La nostra valutazione, per quanto criticabile possa sembrare, è stata che alla fine questo brutto e, oggettivamente più che inopportuno punto 36, ancorché privo di valenze concrete, intaccava solo marginalmente il giudizio positivo su una Risoluzione che, fortunatamente, affrontava soprattutto altri problemi, provando a tracciare una nuova via ambientalista dello sviluppo prossimo venturo.
Resta anche abbastanza evidente che, tracciando il quadro di coloro i quali hanno votato contro la risoluzione si scoprono i nomi dei più polemici antieuropeisti, antiambientalisti e  nuclearisti convinti.

Evidentemente anche il loro voto sfavorevole, cambiando l'ordine dei fattori, potrebbe contribuire a lenire in qualche modo le critiche al nostro agire. D’altronde, nessuno può negare che, così come ho esplicitato nella mia dichiarazione di voto dell’ 11 febbraio scorso, in occasione della discussione sulla Risoluzione relativa ai "risultati della Conferenza di Copenaghen sul cambiamento climatico", abbiamo proposto, ancora una volta senza fortuna alcuna, al punto 12 un emendamento da tutti noi votato nel quale "si invita la UE a respingere false soluzioni quali l'energia nucleare e il c.d. "carbone pulito".
La Risoluzione sui risultati del vertice di Copenaghen, alla fin fine, oltre a constatare gli scarsi risultati concreti non ha però, in nessun punto, fatto accenno alcuno all’Energia Nucleare, evitando se volete giudizi netti di messa al bando (come noi avevamo richiesto), ma anche quelli giustificazionisti o di sostegno.

Giommaria Uggias

 


Nota esplicativa sulla mia posizione antinucleare:
"Dall'inizio della legislatura, il Parlamento europeo è stato chiamato a pronunciarsi tre volte su questioni attinenti al nucleare, che, è opportuno specificare non costituivano l'oggetto principale dei dossier al voto, nè tantomeno richiedevano il rifiuto o il sostegno dell'energia nucleare.
In particolare, nella sessione plenaria di novembre, è stato presentato un emendamento dai popolari nel contesto della Risoluzione sulla strategia UE in vista della Conferenza di Copenaghen (in allegato testo approvato), sul quale è poi stato richiesto un voto per parti separate, visto l'ampio margine interpretativo che poteva essere utilizzato nel valutare la prima parte. Quest'ultima, infatti, prevedeva che "la questione della sicurezza del ciclo del combustibile nucleare fosse affrontata in modo adeguato a livello internazionale al fine di garantire il massimo livello possibile di sicurezza". Nonostante ci terrei a ripetere che il voto non costituiva affatto uno schierarsi a favore o contro il nucleare, ho ritenuto ragionevole votare a favore di questo emendamento (in ogni caso soggetto a più interpretazioni), dal momento che il rifiuto incondizionato per il nucleare non esclude l'auspicio di un utilizzo razionale ed attento alla sicurezza di cittadini ed ambiente da parte di quei Paesi che investono o investiranno in questa tipologia energetica.
Ho votato, invece, contro la seconda parte dell'emendamento, nella misura in cui sostenere che "una transizione internazionale verso un'economia a basse emissioni di carbonio porterà a considerare l'energia nucleare come un elemento importante del mix energetico nel medio termine", avrebbe significato avallare il riconoscimento e l'utilizzo dell'energia nucleare.
Nella sessione plenaria di febbraio, ho sostenuto, come l'intera delegazione IdV, a nome della quale ho effettuato un comunicato (in allegato) ed un intervento in aula
http://www.uggias.com/index.php?option=com_content&view=article&id=108:intervento-contro-il-nucleare&catid=15:video&Itemid=19
un emendamento presentato dai Verdi sulla Risoluzione sui risultati del vertice di Copenaghen sul cambiamento climatico, che invitava l'UE a respingere false soluzioni quali l'energia nucleare e il c.d. "carbone pulito".
Infine, nella sessione plenaria di fine febbraio, relativamente alla Proposta di Regolamento sui progetti d'investimento nelle infrastrutture per l'energia nella Comunità europea (dove il Parlamento agiva solo in fase di consultazione), ho ritenuto opportuno votare contro un emendamento che introduceva tra le fonti primarie di energia anche i "combustibili nucleari", poiché avrebbe significato inserire all'interno dell'ambito applicativo del provvedimento un riconoscimento politico del nucleare, mentre ho espresso voto favorevole per un emendamento relativo alle opere di smaltimento del nucleare, quali tipologie di investimento coperte dal provvedimento"