News dalla Commissione Europea - Maggio/Giugno 2012

1. Antitrust: la Commissione apre le consultazioni sulle linee guida in materia di antitrust sul futuro dei trasporti marittimi

 Bruxelles, 4 maggio 2012 - La Commissione europea invita le parti interessate a presentare le loro opinioni sul futuro delle linee guida sull'applicazione delle norme antitrust comunitarie ai servizi di trasporto marittimo. Queste linee guida scadranno nel settembre 2013. Il Dipartimento concorrenza della Commissione è del parere che specifiche linee guida in materia di antitrust nel settore del trasporto marittimo non siano più necessarie. I commenti possono essere presentati fino al 27 luglio 2012.

La Commissione europea, ha esposto la sua valutazione preliminare sul futuro di queste linee guida in un documento di lavoro. Il loro scopo principale, che era quello di facilitare la transizione da un regime specifico per il trasporto marittimo ad uno generale, dopo l'abrogazione di una deroga per le conferenze marittime nel 2006, è stato ora raggiunto, in linea con la politica generale della Commissione di eliminare gradualmente norme settoriali specifiche nell’ambito dell’antitrust. Inoltre, le attuali guidelines ormai si sovrappongono con le linee guida generali antitrust, come ad esempio le linee guida sugli accordi di cooperazione orizzontale. Il dipartimento sulla concorrenza ritiene pertanto in questa fase che specifiche linee guida in materia di antitrust nel settore del trasporto marittimo non siano più necessarie. La Commissione sta quindi cercando il parere delle parti interessate invitandole a presentare le loro osservazioni sul documento di lavoro entro il 27 luglio 2012.

La consultazione è disponibile all'indirizzo:http://ec.europa.eu/competition/consultations/2012_maritime_guidelines/index_en.html; http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/12/446&format=HTML&aged=0&language=EN&guiLanguage=en

 

2. Aiuti di Stato: la Commissione autorizza un aiuto R&S di 23 milioni di euro a favore di Novartis Italia per un accesso più rapido ai vaccini innovativi nei paesi in via di sviluppo

Bruxelles, 8 maggio 2012 – La Commissione europea è giunta alla conclusione che il finanziamento pubblico di 23 milioni di euro che l’Italia intende concedere a Novartis Vaccines & Diagnostics S.r.l. (NV&D) per la ricerca e lo sviluppo di vaccini innovativi è conforme alle norme UE sugli aiuti di Stato, in particolare perché rimedia a un reale disfunzionamento del mercato e favorisce la ricerca nell’UE. Il progetto mira a garantire che i paesi in via di sviluppo abbiano accesso più rapidamente a questi prodotti innovativi a prezzi ragionevoli.

Joaquín Almunia, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario responsabile per la Concorrenza, ha dichiarato: "In caso di successo, il progetto permetterà di immettere nuovi prodotti innovativi sul mercato dei vaccini senza falsare indebitamente la concorrenza. Contribuirà inoltre a realizzare gli obiettivi di ricerca e sviluppo (R&S) dell’UE,

assicurando al tempo stesso gli incentivi necessari ad una commercializzazione più rapida e mirata di questi prodotti nei paesi più poveri".

http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/12/457&format=HTML&aged=0&language=IT&guiLanguage=en

 

3. Ambiente: 34,8 milioni di EUR di nuovi finanziamenti destinati alla commercializzazione di soluzioni verdi

Bruxelles, 8 maggio 2012 - La Commissione europea vara un invito a presentare proposte per progetti ecoinnovativi con una dotazione di 34,8 milioni di EUR. Le imprese e gli imprenditori di tutta Europa possono fare domanda di finanziamento per facilitare la penetrazione sul mercato di progetti ambientali innovativi. L'invito è aperto a prodotti, tecniche, servizi e processi eco-innovativi intesi a prevenire o ridurre l'impatto ambientale oppure a contribuire a un uso ottimale delle risorse. L'invito a presentare proposte è aperto fino al 6 settembre 2012 e saranno selezionati e finanziati circa 50 progetti.

Janez Potočnik, commissario europeo per l'ambiente, ha affermato: "Negli ultimi quattro anni il CIP eco-innovazione ha aiutato più di un centinaio di nuovi prodotti ecologici a entrare sul mercato. Il programma dimostra come – con un adeguato supporto – le imprese siano in grado di contribuire alla crescita delle nostre economie in un modo sostenibile dal punto di vista ambientale. Invito soprattutto le PMI a presentare domanda di finanziamento, poiché svolgono un ruolo essenziale nella crescita dell'economia dell'UE e considerando che l'anno scorso oltre il 65% delle domande proveniva da questo settore".

L'invito a presentare proposte quest'anno è incentrato su cinque settori prioritari:

- riciclaggio dei materiali

- acqua

- prodotti sostenibili per l'edilizia

- imprese verdi

- settore alimentare e delle bevande

L'invito è rivolto in particolare alle PMI che hanno sviluppato un prodotto, un processo o un servizio ecologico innovativo che stenta ancora a collocarsi sul mercato. L'invito a presentare proposte offre un cofinanziamento fino al 50% del costo del progetto e intende sostenere circa 50 nuovi progetti.

Sono ora pronti al varo circa 50 progetti scaturiti dall'invito a presentare proposte dell'anno scorso, mentre oltre 140 sono già stati avviati. Tra gli esempi di progetti in corso si annoverano la conversione di vecchi televisori in tegole, nuovi meccanismi per la raccolta differenziata, un imballaggio ecologico per il latte e una nuova tecnica per riciclare i tessuti.

http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/12/460&format=HTML&aged=0&language=IT&guiLanguage=en

 

4. Antitrust: l’applicazione delle norme di concorrenza fa bene a tutto il settore alimentare dell’UE

Bruxelles, 24 maggio 2012 – La Rete europea della concorrenza (ECN) ha pubblicato una relazione secondo la quale l’applicazione delle norme di concorrenza nel settore alimentare in tutta l’Europa, in particolare a livello della trasformazione e produzione, ha esercitato un effetto benefico su agricoltori, fornitori e consumatori. Negli ultimi anni il settore alimentare ha rappresentato una priorità per le autorità nazionali garanti della concorrenza in Europa che, dopo l’esplosione della crisi dei prezzi alimentari nel 2007, hanno intensificato la loro azione. Fanno parte dell’ECN la Commissione e le autorità garanti della concorrenza dei 27 Stati membri.

Joaquín Almunia, vicepresidente della Commissione e responsabile della politica della concorrenza, ha dichiarato: "Le autorità garanti della concorrenza di tutta l’Europa si stanno impegnando a fondo per garantire che i mercati alimentari funzionino sia per i fornitori che per i consumatori. Quando vi sono stati casi di comportamento anticoncorrenziale a qualsiasi livello della catena di approvvigionamento alimentare, le autorità garanti della concorrenza li hanno affrontati rapidamente. Ma si potrebbe fare di più: alcuni produttori potrebbero riorganizzare le loro attività mettendole insieme per risultare più efficaci; gli inutili ostacoli normativi a livello del dettaglio che ancora sussistono in alcuni paesi potrebbero essere eliminati. Le autorità garanti della concorrenza sono pronte ad affrontare tali problematiche a livello nazionale e dell’UE".

La relazione fornisce informazioni dettagliate sul funzionamento della concorrenza nel settore alimentare sulla base delle attività svolte più recentemente dalla Commissione europea e dalle autorità nazionali garanti della concorrenza in questo settore. http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/12/502&format=HTML&aged=0&language=IT&guiLanguage=en

 

5. Migrazione, asilo e libera circolazione nell’UE: pubblicati una nuova relazione e un sondaggio

Bruxelles, 1 giugno 2012 – La Commissione pubblica oggi una relazione sugli sviluppi del 2011 nei settori dell’immigrazione e dell’asilo, insieme a un sondaggio Eurobarometro sulla posizione dei cittadini europei riguardo alla mobilità transfrontaliera, alla migrazione e alla sicurezza. Secondo il sondaggio, otto Europei su dieci ritengono che sia dovere degli Stati membri offrire protezione e asilo a chi ne ha bisogno e che le regole per l’ammissione dei richiedenti asilo debbano essere le stesse in tutta l’Unione. Per gran parte degli europei (67%) è poi importante poter viaggiare per l’UE senza subire controlli alle frontiere interne.

"Le cifre della relazione e il risultato del sondaggio confermano quel che la Commissione sa già: l’Unione europea ha bisogno di una politica di migrazione forte e coerente, che sappia rispondere alle esigenze sul breve e sul lungo periodo. Dobbiamo garantire una gestione efficace delle frontiere esterne, tutelare il diritto di libera circolazione all’interno del territorio dell’Unione e assicurare una reale protezione a chi ne ha bisogno, aprendo al tempo stesso canali di migrazione legale e mobilità", ha dichiarato Cecilia Malmström, Commissaria per gli Affari interni. http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/12/552&format=HTML&aged=0&language=IT&guiLanguage=en

 

6. Energie rinnovabili: la Commissione conferma la necessità di integrare il mercato e promuovere la crescita oltre il 2020

L’Unione europea si è impegnata a raggiungere una quota del 20% di energie rinnovabili entro il 2020. Un simile obiettivo può essere conseguito in modo efficiente rispetto ai costi solo se tutte le politiche attualmente in vigore vengono attuate in tutti gli Stati membri e a fronte di una convergenza di tutti regimi di sostegno. Nella comunicazione adottata oggi la Commissione invita pertanto, da un lato, a privilegiare un approccio europeo più coordinato per stabilire e riformare i regimi di sostegno e, dall’altro, a ricorrere più diffusamente ai meccanismi di scambio di energie rinnovabili tra gli Stati membri. Inoltre, la necessità da parte degli investitori di poter contare su certezze in materia normativa rende pressante l’avvio della discussione sul futuro e della costruzione di un solido quadro di riferimento che vada oltre il 2020.

Günther Oettinger, Commissario responsabile per la politica energetica ha dichiarato: "Dobbiamo continuare a sviluppare le energie rinnovabili e a promuovere soluzioni innovative. Ciò va fatto in modo efficiente rispetto ai costi. Questo significa produrre energia eolica e solare dove sia sensato farlo da un punto di vista economico, commercializzandola poi in Europa come già facciamo per altri prodotti e servizi."

La comunicazione odierna evidenzia quattro settori principali nei quali è necessario intervenire in maniera più incisiva da qui al 2020 per poter raggiungere gli obiettivi stabiliti in materia di energie rinnovabili, sempre restando efficienti sotto il profilo dei costi:

- Mercato dell’energia: la Commissione insiste sulla necessità di completare il mercato interno dell'energia e riconosce la necessità di affrontare, all’interno del mercato, il problema degli incentivi agli investimenti per la generazione di energia elettrica, in modo da consentire una facile integrazione delle energie rinnovabili nel mercato stesso.

- Regimi di sostegno: la Commissione privilegia programmi che incoraggiano la riduzioni dei costi ed evitano sovracompensazioni. Auspica inoltre il rafforzamento della coerenza dei regimi di sostegno negli Stati membri, al fine di evitare inutili ostacoli.

- Meccanismi di cooperazione: la Commissione promuove un maggiore ricorso ai meccanismi di cooperazione contenuti nella direttiva sulle energie rinnovabili. I meccanismi di cooperazione permettono agli Stati membri di raggiungere gli obiettivi nazionali vincolanti mediante lo scambio di energie rinnovabili. Ciò vuol dire che uno Stato membro può, ad esempio, acquistare energia eolica o solare da un altro Stato membro o da un paese terzo al di fuori dell'UE. Si tratta di una scelta che può risultare più economica rispetto alla produzione di energia solare o eolica nel paese di origine.

- Cooperazione in materia di energia nel Mediterraneo. La Commissione suggerisce di migliorare il quadro normativo e sottolinea che un mercato regionale integrato nel Magreb faciliterebbe gli investimenti su larga scala nella regione e consentirebbe all’Europa di importare energia elettrica da fonti rinnovabili.

La comunicazione riconosce che, senza un quadro adeguato in materia di energie rinnovabili, il periodo successivo al 2020 registrerebbe un crollo della crescita in questo settore. Tale quadro deve puntare a una maggiore innovazione e a ridurre il costo per le rinnovabili, in modo da rendere questo settore promettente per gli investimenti a favore della crescita. La comunicazione propone pertanto di avviare il processo destinato alla preparazione delle future opzioni politiche e delle tappe in prospettiva del 2030, individuando tre opzioni, oltre a quella a scenario immutato:

- Stabilire nuovi obiettivi per i gas a effetto serra ma non per le energie rinnovabili. Fare del sistema ETS lo strumento principale per ridurre le emissioni di CO2.

- Stabilire tre obiettivi nazionali: per le energie rinnovabili, l’efficienza energetica e i gas a effetto serra.

- Stabilire tre obiettivi a livello dell’UE: per le energie rinnovabili, l’efficienza energetica e i gas a effetto serra.

La Commissione sottolinea l’estrema importanza di stabilire quanto prima possibile le tappe che da oggi al 2030 dovrebbero consentire ai produttori di energie rinnovabili di essere attori sempre più competitivi sul mercato europeo dell'energia.

http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/12/571&format=HTML&aged=0&language=IT&guiLanguage=en

 

7. Snellire la disciplina delle successioni transfrontaliere: diventa legge il progetto della Commissione europea

Il Consiglio dei ministri della Giustizia dell’UE ha approvato oggi in via definitiva la proposta della Commissione di semplificare la disciplina delle successioni internazionali. Le proposte della Commissione europea alleggeriranno gli oneri legali in caso di decesso di un familiare proprietario di beni in un altro Stato membro. Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’UE – che dovrebbe avvenire nel giro di qualche settimana – gli Stati membri avranno 3 anni per conformare la legislazione nazionale in modo che le nuove norme dell’UE in materia di successione producano i loro effetti.

"Circa 12,3 milioni di Europei vivono in un altro Stato membro e ogni anno nell’UE si aprono circa 450 000 successioni internazionali, per un valore di oltre 120 miliardi di euro. La diversità delle regole che nei 27 Stati membri dell’UE attualmente disciplinano la competenza giurisdizionale e la legge applicabile creano problemi di natura giuridica per le famiglie in lutto" ha dichiarato Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria europea per la Giustizia. "L’odierna approvazione delle nuove norme europee da parte del Consiglio apporterà certezza del diritto per le migliaia di famiglie coinvolte nelle successioni internazionali."

Con la decisione odierna si potrà giungere alla semplificazione della disciplina delle successioni internazionali, che prevede un unico criterio per determinare la competenza giurisdizionale e la legge applicabile a una successione transfrontaliera: la residenza abituale del defunto. Si permetterà inoltre ai cittadini di pianificare la successione in anticipo, in un quadro giuridico totalmente chiaro. L’approvazione apre inoltre la strada all’introduzione del certificato successorio europeo, che permetterà di far valere la qualità di erede o di amministratore testamentario in tutta l’Unione senza bisogno di ulteriori adempimenti. Il certificato migliorerà notevolmente la situazione attuale, in cui può essere molto difficile far valere i propri diritti, accelerando i procedimenti e riducendone i costi.

http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/12/576&format=HTML&aged=0&language=IT&guiLanguage=en

 

8. La tua città sarà la Capitale verde europea 2015?

La Commissione inizia oggi la ricerca per trovare la città che vincerà il titolo di "Capitale verde europea" per il 2015. Il premio "Capitale verde europea" distingue le città all’avanguardia nel proporre uno stile di vita urbano rispettoso dell’ambiente e in grado di proporsi come un modello di ispirazione per altre città. Questo premio annuo è stato istituito con l’intento di stimolare le città europee a diventare luoghi più gradevoli e salubri, in altri termini, città vivibili.

Janez Potočnik, Commissario europeo responsabile per l’Ambiente, ha dichiarato: "Il premio per la capitale verde europea mette in evidenza gli sforzi locali volti a migliorare l’ambiente urbano e a promuovere una crescita sostenibile. Nell’inaugurare il concorso per la sesta edizione della Capitale verde europea per il 2015 desidero incoraggiare le città a candidarsi e ad usare questa opportunità per rivedere ed evidenziare gli obiettivi ambientali raggiunti e pianificare un futuro sostenibile per i loro cittadini."

I tre obiettivi principali del premio mirano a:

1) ricompensare le città che hanno già conseguito obiettivi ambientali di rilievo,

2) stimolare le città a impegnarsi in iniziative ambiziose per il miglioramento ambientale e lo sviluppo sostenibile; e

3) creare un modello in grado di ispirare altre città e promuovere le migliori prassi ed esperienze in tutte le altre città europee.

Tutte le città europee di oltre 200 000 abitanti possono entrare in lizza per il titolo di "Capitale verde europea" per il 2015. l premio è aperto ai 27 Stati membri dell’UE, ai paesi aderenti (Croazia), ai paesi candidati (Turchia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Montenegro, Islanda e Serbia), e agli altri paesi dello Spazio economico europeo (Norvegia e Liechtenstein). I paesi dove non vi sono città di oltre 200 000 abitanti possono candidare la città più grande.

Le candidature saranno valutate in base a 12 parametri: contributo locale al cambiamento climatico globale, trasporti sostenibili, uso sostenibile del suolo nelle aree verdi urbane, promozione della natura e della biodiversità, qualità dell’aria, livelli di inquinamento acustico, gestione dei rifiuti, consumo di acqua, trattamento delle acque reflue, ecoinnovazione e occupazione sostenibile, gestione ambientale delle autorità locali e prestazione energetica.

Le città possono candidarsi online all’indirizzo www.europeangreencapital.eu. Il 15 ottobre 2012 scade il termine per la presentazione delle domande per il 2015. Il premio è assegnato da una giuria internazionale affiancata da un gruppo di esperti di fama mondiale appartenenti a diversi settori ambientali. La città vincitrice sarà proclamata nel mese di giugno 2013.

http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/12/610&format=HTML&aged=0&language=IT&guiLanguage=en

 

9. Diritti dei passeggeri: "il negato imbarco ingiustificato dei passeggeri disabili è ancora un problema", dichiara la Commissione.

Molti passeggeri aerei disabili e a mobilità ridotta incontrano ancora problemi di negato imbarco ingiustificato e si vedono imporre altre richieste non corrette quando viaggiano. Dato che migliaia di atleti paraolimpici e di spettatori disabili si preparano a recarsi a Londra per i Giochi olimpici del 2012, la Commissione ha pubblicato alcuni orientamenti allo scopo di chiarire i loro diritti relativi ai viaggi in aereo.

Siim Kallas, Vicepresidente della Commissione, Commissario europeo per i trasporti, ha dichiarato: "Vivere da disabile è già abbastanza difficile e non dovrebbe diventare ancora più difficile quando si arriva in aeroporto".

Gli orientamenti riguardano i viaggiatori in tutti gli aeroporti dell’UE e i voli dei vettori UE in ogni parte del mondo. Essi coprono anche i vettori non UE in entrata o in uscita dall’Europa.

L’obiettivo è chiarire le norme attualmente in vigore nell’UE sui diritti dei passeggeri nel caso di persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta nel trasporto aereo (regolamento (CE) n. 1107/2006). Vengono affrontati problemi presenti in 22 aree in materia di accesso al trasporto aereo senza discriminazioni.

http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/12/602&format=HTML&aged=0&language=IT&guiLanguage=en

 

10. La relazione del gruppo ad alto livello raccomanda la graduale apertura del mercato del trasporto di merci su strada nell’UE

La graduale apertura dei mercati nazionali del trasporto su strada deve essere considerata una tappa essenziale verso il completamento dello spazio unico europeo, afferma una relazione consegnata oggi al vicepresidente Kallas. In giugno 2011 un gruppo ad alto livello di rappresentanti del mondo accademico è stato incaricato di redigere una relazione sulla situazione nell'UE del mercato del trasporto di merci su strada. Il gruppo ad alto livello ritiene che una graduale apertura del mercato aumenterà la flessibilità delle operazioni e la concorrenza sui mercati nazionali, assicurando nel contempo una concorrenza leale e il mantenimento di adeguati standard sociali. La Commissione terrà conto di queste conclusioni nella propria relazione sulla situazione nell'UE del mercato del trasporto di merci su strada, che sarà pubblicata nel 2013.

"La presente relazione costituisce una base di riflessione molto utile e contribuirà agli attuali lavori della Commissione sull'analisi della situazione del mercato dei trasporti stradali dell’UE", ha dichiarato il vicepresidente della Commissione Kallas. "Essa sarà particolarmente utile per capire come possiamo orientare le nostre scelte in materia di trasporto su strada verso crescita e competitività, rendendo più efficiente il settore e più eque ed efficaci le regole che lo disciplinano".

Le raccomandazioni del gruppo ad alto livello

Le raccomandazioni si concentrano sui benefici economici, sociali e ambientali dell'apertura del mercato del trasporto su strada, laddove le operazioni di cabotaggio sono ancora limitate a circa il 2% di tutte le operazioni di trasporto nazionale per conto terzi. Il gruppo ad alto livello propone un’apertura graduale e flessibile dei mercati nazionali del trasporto su strada accompagnata da misure volte a garantire sufficienti forze lavoro, la corretta applicazione delle norme e la promozione dell’innovazione. Tali raccomandazioni comprendono:

- ripristinare l'attrattività del lavoro di conducente;

- garantire condizioni di concorrenza eque, attraverso un’applicazione trasparente e efficiente delle norme;

- aprire in modo graduale il cabotaggio;

- obbligare i conducenti che effettuano attività di cabotaggio non collegate con trasporti internazionali ad applicare la medesima legislazione in materia di lavoro del loro concorrente locale secondo gli stessi principi contenuti nella direttiva sul distacco dei lavoratori;

- promuovere l'innovazione nel settore dei trasporti su strada per conseguire l'obiettivo di un trasporto di merci su strada più efficiente e sostenibile.

http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/12/626&format=HTML&aged=0&language=IT&guiLanguage=en

 

11. La Commissione lancia un invito a presentare proposte per migliorare il trasporto merci

La Commissione europea sta lanciando un invito a presentare proposte - del valore di € 64.600.000 - per combattere la congestione stradale e rendere il trasporto merci più verde. I progetti selezionati sosterranno questi due obiettivi chiave della politica comunitaria dei trasporti. Ai migliori progetti saranno offerti contratti di sovvenzione fino a cinque anni. La proposta di quest'anno ha le seguenti priorità politiche: progetti di trasporto marittimo a corto raggio, ferroviario e per le vie navigabili interne. Questo sesto invito a presentare proposte è dedicato alla creazione ed al potenziamento dei servizi di trasporto merci nell'ambito del secondo programma Marco Polo. L'obiettivo generale di questo programma è quello di aiutare le aziende a introdurre servizi volti a spostare le merci dalla strada verso mezzi di trasporto più rispettosi dell'ambiente, quali la navigazione a corto raggio, il trasporto ferroviario e fluviale. Imprese e imprenditori di tutta l'Unione europea sono invitati a presentare proposte fino al 21 settembre 2012. Il bando completo, comprese le informazioni su come richiedere una sovvenzione, è disponibile sul sito del programma Marco Polo:

http://ec.europa.eu/transport/marcopolo/getting-funds/call-for-proposals/2012/index_en. html

 

12. Ambiente: Italia in giudizio per insufficiente trattamento delle acque reflue urbane

La Commissione europea ha deciso di ricorrere contro l’Italia dinnanzi alla Corte di giustizia per non aver garantito che le acque reflue provenienti da agglomerati con più di 10 000 abitanti siano adeguatamente trattate prima di essere scaricate in aree sensibili. La mancanza di idonei sistemi di raccolta e trattamento, previsti dalla legislazione dell'UE già dal 1998, comporta rischi per la salute umana, le acque interne e l'ambiente marino. Nonostante i buoni progressi compiuti dopo il parere motivato in materia del 2011, la gravità delle persistenti lacune ha indotto la Commissione, su raccomandazione del commissario per l'ambiente Janez Potočnik, ad adire la Corte di giustizia dell'UE.

Secondo quanto previsto dalla normativa UE in materia di trattamento delle acque reflue urbane, gli agglomerati con oltre 10 000 abitanti dovevano dotarsi di sistemi per la raccolta e il trattamento delle acque reflue entro il 1998. Gli Stati membri sono tenuti inoltre a garantire che le acque che entrano nei sistemi di raccolta subiscano un trattamento "secondario" volto a rimuovere le sostanze inquinanti prima che siano scaricate in mare o in acqua dolce. Gli impianti di trattamento devono inoltre essere in grado di far fronte alle variazioni stagionali di carico delle acque reflue.

L’Italia è in ritardo nell'applicazione della legislazione. Nel 2011 la Commissione ha inviato un parere motivato poiché oltre 143 città in tutto il paese non erano ancora collegate a un idoneo sistema fognario e/o non disponevano di impianti di trattamento secondario o questi ultimi avevano capacità insufficiente. Anche se sono stati compiuti progressi considerevoli, 14 anni dopo la scadenza del termine iniziale almeno 50 agglomerati presentano ancora lacune e sono necessari ulteriori lavori affinché i centri urbani non ancora conformi raggiungano gli standard previsti a tutela dei cittadini e dell'ambiente. Pertanto la Commissione ha deciso di adire la Corte di giustizia dell'UE.

E’ il secondo procedimento dinanzi alla Corte nei confronti dell’Italia per il trattamento delle acque reflue urbane.

Nel maggio 2010, in un altro caso concernente città più grandi (oltre 15 000 abitanti) che scaricano in aree non sensibili e che avrebbero dovuto conformarsi alla legislazione sul trattamento delle acque reflue urbane entro il 2000, è stato proposto ricorso contro l’Italia dinanzi alla Corte di giustizia europea (cfr. IP/10/528). Inoltre, sono attualmente in corso indagini per valutare la situazione negli agglomerati di dimensioni inferiori, per i quali il termine per conformarsi scadeva nel 2005.

http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/12/658&format=HTML&aged=0&language=IT&guiLanguage=en

 

13. Licenziamenti collettivi: la Commissione chiede all'Italia di porre fine all'esclusione dei dirigenti dagli obblighi di informazione e consultazione

Bruxelles, 21 giugno 2012 - La Commissione europea ha chiesto all'Italia di porre fine all'esclusione dei dirigenti dalle garanzie procedurali relative all'informazione e alla consultazione dei lavoratori sul luogo di lavoro previste dalla legislazione dell'Unione. La direttiva sui licenziamenti collettivi armonizza le norme applicabili alla procedura e alle modalità pratiche dei licenziamenti collettivi a livello dell'Unione, in modo da garantire una protezione comparabile dei diritti dei lavoratori in tutti gli Stati membri.

La legislazione italiana, come applicata dai tribunali, esclude attualmente i dirigenti dall'ambito di applicazione della procedura di mobilità, privando questa categoria di lavoratori della protezione garantita da tale procedura.

L'esclusione dei dirigenti non solo costituisce un'ingiustificata discriminazione nei loro confronti, ma, in taluni casi, può comportare anche un abbassamento, ugualmente ingiustificato, del grado di protezione di altre categorie di lavoratori. In particolare, può rendere più difficile raggiungere la soglia di licenziamenti prevista dalla legislazione per dare inizio alla procedura di informazione e di consultazione.

Perché la direttiva sia correttamente attuata, la definizione della nozione di "lavoratori" non può essere lasciata alla discrezione degli Stati membri, ma deve essere uniforme in tutta l’Unione europea e conforme agli obiettivi della direttiva, al principio della parità di trattamento e alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

La richiesta della Commissione è formulata attraverso un "parere motivato", secondo la procedura prevista dall'Unione europea nei casi di infrazione. L'Italia ha quindi a disposizione due mesi per informare la Commissione circa le misure attuate per adeguare la propria legislazione alla legislazione dell'Unione. Se ciò non avverrà, la Commissione potrà decidere di deferire l'Italia alla Corte di giustizia dell'Unione europea.

http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/12/665&format=HTML&aged=0&language=IT&guiLanguage=en

 

14. Salute e sicurezza la Commissione chiede all’Italia e al Regno Unito di proteggere i lavoratori dagli agenti chimici pericolosi

La Commissione europea ha chiesto che l’Italia e il Regno Unito adempissero i loro obblighi ai sensi della legislazione UE recependo nel diritto nazionale una direttiva del 2009 sulla protezione dei lavoratori contro gli agenti chimici pericolosi. La direttiva fissa valori limite indicativi per 19 sostanze chimiche cui i lavoratori possono essere esposti nel corso della loro attività e completa i limiti indicativi per sostanze chimiche potenzialmente pericolose, fissati da direttive precedenti.

La richiesta rivolta al Regno Unito riguarda solo il settore marittimo, in sono già state adottate norme nazionali per tutti gli altri settori.

Gli Stati membri avrebbero dovuto recepire la direttiva entro il 18 dicembre 2011. Una mancata attuazione integrale della direttiva può far sì che dei lavoratori si trovino esposti alle sostanze chimiche pericolose in questione privi di protezione.

Le richieste della Commissione sono espresse in forma di "parere motivato" nell’ambito delle procedure d’infrazione della UE. Italia e Regno Unito hanno ora 2 mesi di tempo per informare la Commissione dei provvedimenti presi per conformare la loro legislazione al diritto UE. Se ciò non avviene, la Commissione può decidere di deferire i 2 Stati membri alla Corte di giustizia della UE.

http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/12/667&format=HTML&aged=0&language=IT&guiLanguage=en

 

15. La Commissione chiede all'Italia di conformarsi alle norme dell'UE sugli appalti pubblici per i servizi di traghetto regionali

La Commissione ha invitato l'Italia a conformarsi alle norme dell'UE in materia di appalti pubblici di servizi, una volata scaduti i termini dei contratti in corso, e a rispettare il principio di non discriminazione tra gli armatori europei. L'Italia ha omesso di indire gare per l'aggiudicazione di tre appalti pubblici di servizi gestiti da tre compagnie di navigazione regionali in Campania, Lazio e Sardegna. I contratti sono scaduti alla fine del 2008 e sono stati prorogati automaticamente senza procedure di gara per l'assegnazione dei nuovi contratti. Se l'Italia non informa entro due mesi la Commissione in merito alle misure adottate per assicurare il pieno rispetto del diritto dell'Unione, la Commissione può adire la Corte di giustizia dell'UE.

Le norme UE: A norma del regolamento che ha liberalizzato il cabotaggio marittimo, gli Stati membri possono concludere contratti di servizio pubblico per fornire alle loro isole i servizi di navigazione adeguati, ma in questo caso devono rispettare il principio di non discriminazione tra gli armatori europei. Tale principio è rispettato se gli appalti sono aggiudicati in seguito a procedura di gara.

Motivi della denuncia formale: Gli attuali contratti per servizi di traghetto in tre regioni, che tecnicamente sono scaduti alla fine del 2008, sono stati prorogati con diverse disposizioni legislative, senza che fosse indetta alcuna procedura di gara da parte delle autorità italiane. I servizi sono gestiti dalla società di navigazione "Caremar" in Campania, "Laziomar" nel Lazio e "Saremar" in Sardegna; tutte e tre appartenenti all'ex gruppo "Tirrenia"2. Le autorità italiane hanno deciso di combinare la pubblicazione dei bandi di gara per gli appalti pubblici con la privatizzazione delle società appartenenti all'ex gruppo Tirrenia.

Effetti concreti della non conformità al diritto dell'UE: Permettere la continuazione degli attuali appalti toglie ad altre società di navigazione europee l'opportunità di offrire un servizio pubblico e agli utenti l'opportunità di fruire dei miglioramenti apportati al servizio pubblico. Una procedura di gara per il servizio pubblico è particolarmente importante nel golfo di Napoli in cui diversi operatori sono in concorrenza con la società "Caremar".

Prossime tappe: La richiesta della Commissione è inviata sotto forma di parere motivato nell'ambito dei procedimenti di infrazione dell'UE. Se l'Italia non informa entro due mesi la Commissione in merito alle misure adottate per assicurare il pieno rispetto del diritto dell'Unione, la Commissione può adire la Corte di giustizia dell'UE.

http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/12/637&format=HTML&aged=0&language=IT&guiLanguage=en

 

16. Benessere degli animali: la Commissione intensifica gli avvertimenti sollecitando 10 Stati membri ad attuare il divieto relativo alle gabbie per galline ovaiole

In data odierna la Commissione europea ha inviato un parere motivato a dieci Stati membri che non hanno attuato correttamente la direttiva 1999/74/CE che introduce il divieto dell'uso di gabbie non modificate per le galline ovaiole. Il Belgio, la Grecia, la Spagna, la Francia, l'Italia, Cipro, l'Ungheria, i Paesi Bassi, la Polonia e il Portogallo consentono ancora l'uso di gabbie non modificate per le galline ovaiole nonostante il divieto sia entrato in vigore nel gennaio 2012 e nonostante il fatto che essi avessero avuto 12 anni per adeguarsi alle nuove regole. L'invio di un parere motivato costituisce il passo successivo nella procedura prima del deferimento del caso alla Corte di giustizia dell'UE.

La direttiva 1999/74/CE prescrive che a decorrere dal 1° gennaio 2012 tutte le galline ovaiole siano tenute in gabbie modificate per fare il nido, razzolare e appollaiarsi o in sistemi alternativi. Conformemente alla direttiva le gabbie possono essere usate soltanto se offrono a ciascuna gallina almeno uno spazio di 750 cm², un nido, una lettiera, posatoi e dispositivi per accorciare le unghie che consentano alle galline di soddisfare i loro bisogni biologici e comportamentali.

La Commissione plaude agli sforzi fatti dagli Stati membri che hanno ottemperato a tali regole. Tuttavia è essenziale una piena ottemperanza da parte di tutti gli Stati membri per evitare distorsioni del mercato e una concorrenza sleale. Gli Stati membri che ancora consentono l'uso di gabbie non modificate mettono in situazione di svantaggio le aziende che

hanno investito per conformarsi alle nuove misure. Per dimostrare di avere ottemperato gli Stati membri devono comprovare che tutti gli allevamenti che ancora usano gabbie non modificate sono stati trasformati o chiusi.

http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/12/629&format=HTML&aged=0&language=IT&guiLanguage=en

 

17. Trasporti: la Commissione avvia un'indagine sulla qualità e l'efficienza dei porti in Europa

Nell’ambito dell’attuale revisione della politica europea dei porti, la Commissione europea ha lanciato un questionario on-line, aperto fino a settembre 2012: http://iaportenhancement.questionpro.com . Il settore portuale ha un potenziale significativo per la creazione di posti di lavoro e per la crescita. I porti sono fondamentali per sostenere una ripresa economica trainata dalle esportazioni. Con il nuovo approccio proposto per le reti transeuropee di trasporto e dello strumento "Connettere l'Europa", la Commissione sta dando ai porti la priorità che meritano. I risultati dell'indagine saranno presentati e discussi con gli Stati membri, il Parlamento europeo e le parti interessate ad un conferenza ad alto livello sui porti europei a Bruxelles il 25-26 settembre 2012. L'obiettivo della revisione della politica dei porti è quello di garantire che i porti in Europa, contribuiscano pienamente alla competitività ed al recupero a lungo termine dell'economia europea. I porti garantiscono il 40% degli scambi di merci nel mercato interno e fino al 90% del commercio internazionale dell'UE. La Commissione intende aiutare il sistema portuale a raggiungere un’efficienza ancora più elevata: in questo modo sarà possibile aumentare le performance dell'industria europea, creare più occupazione di qualità e garantire un ambiente stabile per gli investimenti nei porti.

 

18. Aiuti di Stato: la Commissione amplia l’ambito dell’indagine sull’aeroporto di Alghero

La Commissione europea ha ampliato l’ambito dell’indagine approfondita iniziata nel 2007 (si veda l’IP/07/1309) sugli aiuti all’aeroporto regionale italiano di Alghero per esaminare se alcune misure di aiuto supplementari siano conformi alla normativa dell’UE in materia di aiuti di Stato. In tal modo offre alle parti interessate la possibilità di presentare osservazioni su tali misure senza pregiudicare l'esito del procedimento.

Alghero è un aeroporto regionale della Sardegna gestito da SOGEAAL, una società interamente controllata dallo Stato. Nel 2007 la Commissione ha avviato un’indagine approfondita al fine di verificare la conformità con la normativa in materia di aiuti di Stato dell’aumento di capitale concesso a SOGEAAL e degli accordi conclusi tra tale operatore e le compagnie aeree per l’uso delle infrastrutture aeroportuali e la fornitura di servizi di marketing (si veda l’IP/07/1309).

La decisione odierna, che si basa sulle nuove informazioni raccolte nel corso dell’indagine, estende la durata dell’indagine stessa e ne amplia la portata al fine di includervi le sovvenzioni alle infrastrutture da parte dello Stato, gli aiuti ulteriori all’operatore aeroportuale sotto forma di rimborso delle perdite e aumenti di capitale e gli accordi aggiuntivi conclusi con le compagnie aeree che operano nell’aeroporto.

Sulla base delle informazioni di cui dispone la Commissione dubita che tali misure siano state concesse a condizioni di mercato o che possano essere autorizzate in conformità con gli orientamenti applicabili in relazione agli aiuti di Stato nel settore dell’aviazione. In particolare, la Commissione verificherà se le sovvenzioni a favore delle infrastrutture siano necessarie per effettuare gli investimenti e proporzionate all’obiettivo perseguito. Inoltre, alcuni accordi tra l’aeroporto e i vettori aerei potrebbero non essere stati conclusi a condizioni di mercato e ciò potrebbe aver apportato ai beneficiari un indebito vantaggio economico sui concorrenti che operano senza sovvenzioni statali.

Contesto:

Gli investimenti delle autorità pubbliche in imprese che svolgono attività economiche sono conformi alla normativa dell’UE in materia di aiuti di Stato quando sono effettuati a condizioni che un investitore privato operante a condizioni di economia di mercato accetterebbe (il principio dell’investitore in un’economia di mercato). Nel settore dell’aviazione gli aiuti agli investimenti possono, di norma, essere considerati compatibili con gli orientamenti applicabili in relazione agli aiuti di Stato nel settore dell’aviazione del 2005 quando sono necessari e proporzionati, perseguono un obiettivo di interesse generale, garantiscono un accesso non discriminatorio a tutti gli utilizzatori e non si ripercuotono indebitamente sugli scambi nel mercato unico. Gli aiuti al funzionamento, che hanno molte più probabilità di falsare la concorrenza tra aeroporti, sono, in linea di principio, incompatibili con il mercato interno.

La Commissione sta attualmente svolgendo indagini nel settore del trasporto aereo. Oggi la Commissione ha approvato anche un aiuto alla ristrutturazione a favore di Air Malta.

Nel 2012 la Commissione prevede di promuovere una consultazione pubblica e di rivedere gli orientamenti sull’aviazione al fine di includervi sia le compagnie aeree che il finanziamento delle strutture aeroportuali.

Le versioni non riservate della decisione saranno pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’UE e rese disponibili con il numero di caso SA.23098 nel Registro degli aiuti di Stato (State Aid Register) della DG Concorrenza una volta risolti i problemi di riservatezza. Le nuove decisioni in materia di aiuti di Stato riportate su Internet e nella Gazzetta ufficiale figurano nel bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di aiuti di Stato (State Aid Weekly e-News).

http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/12/698&format=HTML&aged=0&language=IT&guiLanguage=en